30 Gennaio 2023
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Carovita e mancanza di materie prime, il ministro dell’Approvvigionamento rischia la destituzione

13-01-2023 11:50 - News
I membri della Camera dei rappresentanti dell’Egitto, la camera bassa del parlamento, hanno invitato il ministro dell’Approvvigionamento Ali Moselhi a presentare le dimissioni, sullo sfondo di una crisi caratterizzata dall’aumento dei prezzi delle materie prime alimentari. La richiesta è stata avanzata nel corso delle interrogazioni in una seduta pubblica. Secondo quanto riferito dal quotidiano “Al Ahram”, sono state oltre 120 le richieste informative rivolte al ministro riguardanti l’aumento dei prezzi e la carenza di alcune materie prime, oltre al ruolo svolto dal ministro per proteggere i consumatori e nel monitorare i mercati e l’apparente fallimento del governo nel garantire scorte strategiche per affrontare la crisi alimentare globale.

Nello specifico, il deputato Nafie Abdel Hadi ha affermato che il ministro sta perseguendo politiche contrarie a quelle del presidente della Repubblica, il quale ha chiesto di tenere sotto controllo i prezzi e far fronte al monopolio di merci. Mahmoud Al Shami ha poi accusato Moselhi di non essere riuscito a gestire la crisi in corso, evidenziando come la fase attuale sia la peggiore mai affrontata dal ministero dell’Approvvigionamento. La rappresentante Olfat al Mazlawi, rivolgendosi al ministro, ha dichiarato: “Non puoi continuare a stare con noi. Sei un ministro in difficoltà e non risolvi i problemi. C’è una crisi legata a prezzi elevati e alla scomparsa del pane”. Anche Abdel Moneim Imam, alzando una pagnotta di pane durante la seduta, ha chiesto le dimissioni di Moselhi, criticando la riduzione dei controlli sulle forniture di pane non sovvenzionato in termini di peso e qualità.



Prima di essere nominato ministro dell’Approvvigionamento nel 2017, Ali Moselhi è stato membro del parlamento egiziano. In passato, ha assunto l’incarico di ministro della Solidarietà sociale nel periodo dal 2005 fino alla rivoluzione del 25 gennaio 2011.Nel frattempo, fonti parlamentari hanno riferito ad “Agenzia Nova” che ci sono segnali che fanno presagire un rimpasto di governo nel prossimo periodo. “Ci aspettiamo nuovo governo” ha detto la fonte. Anche durante la seduta di ieri alcuni deputati hanno chiesto di convocare il primo ministro Mustafa Madbouly per interrogarlo. Il parlamentare Hani Khedr ha chiesto la destituzione dell’intera squadra di governo in quanto “sta perseguendo una politica che impoverisce il popolo egiziano”. Il mese scorso, era stato il deputato Mustafa Bakri ad affermare che è necessario apportare un cambiamento al governo del Cairo.



Le finanze dell’Egitto, che già soffrivano di un debito elevato e di una mancanza di valuta estera, si sono deteriorate bruscamente dopo l’invasione russa dell’Ucraina, che ha spinto gli investitori stranieri a ritirare dal Paese circa 20 miliardi di dollari in poche settimane. La grave carenza di valuta estera è stata all’origine di un accumulo di merci nei porti, di una carenza di merci nel mercato e di un forte aumento dell’inflazione. Il governo ha recentemente deciso di mantenere stabili i prezzi dell’elettricità per le fabbriche, al fine di non provocare ulteriori conseguenze per le merci nei mercati. Al contempo, il primo ministro Mostafa Madbouly ha fatto sapere che sono state rilasciate merci dal valore di 5 miliardi di dollari, su un totale di 15 miliardi ancora depositate nei porti del Paese nordafricano. Inoltre, il mese scorso il ministro dell’Approvvigionamento ha confermato che la riserva strategica di beni di base è entro limiti rassicuranti, specificando che le riserve di grano sono sufficienti per oltre quattro mesi, zucchero per circa tre mesi, olio di circa cinque mesi, riserve riso per circa sei mesi, pasta per cinque mesi e carne viva di circa 12 mesi.

Fonte: agenzianova

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