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"Dall’Egitto bloccano il viaggio di mio fratello" "Ma il consolato continua a dire no"

12-02-2023 08:55 - News
La denuncia di Omnia, che da 32 anni vive a San Benedetto e vorrebbe riunirsi con il familiare: "Ma il consolato continua a dire no"

Si sente discriminata la signora Omnia, cittadina di origini egiziane, con doppia cittadinanza poiché sposata con un italiano e che vive da 32 anni in Italia, nella fattispecie a San Benedetto. Dopo la morte della madre, avrebbe tanto voluto far venire in Italia il fratello, ma la richiesta del visto di ingresso in Italia è stata per due volte respinta dal consolato italiano a Il Cairo. "Ritengo di aver subito un trattamento ingiusto – esordisce la signora Omnia – poiché la mia famiglia ha ricevuto il diniego del visto turistico di mio fratello di origine egiziana, portatore di un handicap mentale, per ben due volte. Il primo rifiuto è avvenuto il 28 settembre dell’anno scorso. Come motivazione ci è stato manifestato il dubbio sul suo rientro in Egitto entro la data di fine visto e ritenendo non convincente il motivo della sua visita. Inoltre gli è stato richiesto di sottoporsi ad un colloquio in assenza del suo tutor, cosa che considero una chiara violazione dei suoi diritti e della sua dignità. Ho subito contattato un avvocato per seguire questo caso, il quale mi ha suggerito di presentare una nuova domanda per il visto turistico, ma allegando una lettera firmata da me, dove dichiaro che avrei preso la responsabilità legale di accompagnare mio fratello in Egitto allo scadere del visto. Nonostante la documentazione fornita, comprendente fideiussione e biglietto di andata e ritorno, il visto è stato nuovamente rifiutato per le stesse ragioni".
La donna non riesce a capacitarsi di come sia possibile una simile situazione. "Credo che questa situazione sia un chiaro esempio di discriminazione e reputo necessario che questa questione sia presa in considerazione. Il nostro obiettivo era quello di permettere a mio fratello di visitare la nostra famiglia in Italia in seguito alla morte della madre, ma il rifiuto per ben due volte del visto non gli ha permesso di riunirsi con noi fino ad oggi. In questo mondo così interconnesso, trovo inaccettabile che nel 2023 è ancora così difficile per alcune persone riuscire a visitare i loro cari. Credo che questa esperienza debba servire come un’evidente testimonianza delle continue difficoltà e barriere che esistono negli spostamenti internazionali. L’impossibilità di riunirci con mio fratello è una fonte di frustrazione e tristezza per tutti noi e soprattutto per lui e spero sinceramente che le problematiche che causano queste difficoltà possano risolversi nel prossimo futuro". Marcello Iezzi





Fonte: il resto del carlino

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