Dante Cerilli all’Istituto “Dante”del Cairo: un altro ponte culturale tra Italia ed Egitto
08-08-2026 10:45 - News
Non una semplice visita istituzionale, ma l’inizio di un percorso destinato a rafforzare il dialogo culturale tra Italia ed Egitto. È questo il significato del soggiorno al Cairo del professor Dante Cerilli, storico, scrittore e giornalista originario di Supino, accolto dall’Istituto “Dante Alighieri”, prestigioso centro di promozione della lingua e della cultura italiana nella capitale egiziana.
L’incontro con la direttrice dell’istituto, la professoressa Wafaa Raouf El Beih, ordinaria di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Helwan, ha subito dato vita a un programma di collaborazione che prenderà forma nell’ottobre del 2026. L’obiettivo è offrire agli studenti e agli appassionati della cultura italiana un ciclo di conferenze, incontri con l’autore, dibattiti e approfondimenti dedicati alla lingua, alla letteratura, alla storia e alle relazioni tra il nostro Paese e il mondo arabo.
Un progetto che punta a far conoscere non solo il patrimonio letterario italiano, ma anche le tante connessioni storiche, artistiche e musicali che nei secoli hanno unito le due sponde del Mediterraneo. Da anni, infatti, Cerilli approfondisce le interferenze culturali tra Italia ed Egitto attraverso studi e pubblicazioni, convinto che la conoscenza reciproca rappresenti uno degli strumenti più efficaci per promuovere il dialogo tra i popoli e contrastare ogni forma di pregiudizio.
Tra gli appuntamenti più attesi della futura collaborazione figura la presentazione del volume Dante, il grande esule, opera del professor Mario Cerilli, autorevole studioso di Dante Alighieri, nel centenario della sua nascita. Un’iniziativa che si inserisce nelle celebrazioni promosse dalla Fondazione Culturale Mario Cerilli e che rappresenta un ulteriore tassello nel lavoro di diffusione della cultura italiana all’estero.
Ma il viaggio al Cairo ha offerto anche l’occasione di riscoprire una pagina poco conosciuta della storia dell’emigrazione italiana. Cerilli ha infatti visitato lo storico Ospedale Umberto I, fondato nel 1903 per assistere la comunità italiana residente in Egitto. Un luogo che conserva ancora oggi un patrimonio documentale di straordinario valore: registri sanitari, atti di stato civile, documenti amministrativi e testimonianze che raccontano oltre mezzo secolo di presenza italiana nel Paese nordafricano.
L’archivio storico dell’ospedale rappresenta una vera miniera per studiosi e ricercatori. Tra i documenti custoditi emergono le vicende di migliaia di italiani che tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento vissero, lavorarono o trovarono assistenza in Egitto. Un patrimonio che negli ultimi anni è stato salvaguardato grazie a un importante lavoro di catalogazione e digitalizzazione coordinato dalla professoressa Wafaa Raouf insieme ai suoi collaboratori.
Particolarmente significativa anche la visita alla Casa delle Suore e ai padiglioni storici dell’ospedale, simboli dell’impegno della comunità italiana nella solidarietà e nell’assistenza sanitaria. Ancora oggi la struttura continua a svolgere un ruolo di primo piano nell’accoglienza e nel sostegno umanitario, confermando una tradizione di servizio che attraversa più di un secolo di storia. Tutto sotto la direzione del presidente Piero Luigi Donato, italiano di quarta generazione in Egitto, del suo segretario generale Marco Tarek Frigido, imprenditore e banchiere italo-egiziano, anch’egli di antica famiglia, cui si aggiunge la pugliese suor Pina De Angelis, da 40 anni al Cairo. Quella di Dante Cerilli è stata dunque molto più di una missione culturale. È stata la conferma di come la lingua italiana, la ricerca storica e la memoria condivisa possano trasformarsi in strumenti concreti di cooperazione internazionale. Un ponte ideale tra il Lazio e il Cairo che, attraverso libri, archivi, studenti e studiosi, continua a costruire nuove occasioni di incontro nel segno della cultura, della pace e del dialogo tra i popoli.
Fonte: Tunews24
L’incontro con la direttrice dell’istituto, la professoressa Wafaa Raouf El Beih, ordinaria di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Helwan, ha subito dato vita a un programma di collaborazione che prenderà forma nell’ottobre del 2026. L’obiettivo è offrire agli studenti e agli appassionati della cultura italiana un ciclo di conferenze, incontri con l’autore, dibattiti e approfondimenti dedicati alla lingua, alla letteratura, alla storia e alle relazioni tra il nostro Paese e il mondo arabo.
Un progetto che punta a far conoscere non solo il patrimonio letterario italiano, ma anche le tante connessioni storiche, artistiche e musicali che nei secoli hanno unito le due sponde del Mediterraneo. Da anni, infatti, Cerilli approfondisce le interferenze culturali tra Italia ed Egitto attraverso studi e pubblicazioni, convinto che la conoscenza reciproca rappresenti uno degli strumenti più efficaci per promuovere il dialogo tra i popoli e contrastare ogni forma di pregiudizio.
Tra gli appuntamenti più attesi della futura collaborazione figura la presentazione del volume Dante, il grande esule, opera del professor Mario Cerilli, autorevole studioso di Dante Alighieri, nel centenario della sua nascita. Un’iniziativa che si inserisce nelle celebrazioni promosse dalla Fondazione Culturale Mario Cerilli e che rappresenta un ulteriore tassello nel lavoro di diffusione della cultura italiana all’estero.
Ma il viaggio al Cairo ha offerto anche l’occasione di riscoprire una pagina poco conosciuta della storia dell’emigrazione italiana. Cerilli ha infatti visitato lo storico Ospedale Umberto I, fondato nel 1903 per assistere la comunità italiana residente in Egitto. Un luogo che conserva ancora oggi un patrimonio documentale di straordinario valore: registri sanitari, atti di stato civile, documenti amministrativi e testimonianze che raccontano oltre mezzo secolo di presenza italiana nel Paese nordafricano.
L’archivio storico dell’ospedale rappresenta una vera miniera per studiosi e ricercatori. Tra i documenti custoditi emergono le vicende di migliaia di italiani che tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento vissero, lavorarono o trovarono assistenza in Egitto. Un patrimonio che negli ultimi anni è stato salvaguardato grazie a un importante lavoro di catalogazione e digitalizzazione coordinato dalla professoressa Wafaa Raouf insieme ai suoi collaboratori.
Particolarmente significativa anche la visita alla Casa delle Suore e ai padiglioni storici dell’ospedale, simboli dell’impegno della comunità italiana nella solidarietà e nell’assistenza sanitaria. Ancora oggi la struttura continua a svolgere un ruolo di primo piano nell’accoglienza e nel sostegno umanitario, confermando una tradizione di servizio che attraversa più di un secolo di storia. Tutto sotto la direzione del presidente Piero Luigi Donato, italiano di quarta generazione in Egitto, del suo segretario generale Marco Tarek Frigido, imprenditore e banchiere italo-egiziano, anch’egli di antica famiglia, cui si aggiunge la pugliese suor Pina De Angelis, da 40 anni al Cairo. Quella di Dante Cerilli è stata dunque molto più di una missione culturale. È stata la conferma di come la lingua italiana, la ricerca storica e la memoria condivisa possano trasformarsi in strumenti concreti di cooperazione internazionale. Un ponte ideale tra il Lazio e il Cairo che, attraverso libri, archivi, studenti e studiosi, continua a costruire nuove occasioni di incontro nel segno della cultura, della pace e del dialogo tra i popoli.
Fonte: Tunews24
[
]
[
]
]
[
]