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EGITTO, LA FERROVIA ARISH-TABA AVANZA: LA SFIDA LOGISTICA CHE GUARDA A EILAT

04-10-2026 11:15 - News
L’Egitto accelera sulla ferrovia Arish-Taba: 500 km di collegamento tra Mediterraneo e Golfo di Aqaba. Israele guarda con attenzione al progetto.

Di Chiara Cavalieri

IL CAIRO- L’Egitto accelera sul grande progetto ferroviario destinato a collegare il nord e il sud del Sinai e, attraverso il corridoio Arish-Taba, creare una nuova infrastruttura logistica tra il Mediterraneo e il Golfo di Aqaba.

Il progetto, lungo complessivamente circa 500 chilometri, comprende la riqualificazione, lo sviluppo e la costruzione della linea El-Ferdan–Porto Said Est–Bir El-Abd–El Arish–Taba. Il Ministero dei Trasporti egiziano lo considera uno dei principali elementi del corridoio logistico internazionale integrato Arish-Taba, destinato a collegare la penisola alla rete ferroviaria nazionale e a sostenere il trasporto di passeggeri e merci.

IL PROGETTO È GIÀ IN FASE DI REALIZZAZIONE

Nel giugno 2026 l’Autorità ferroviaria egiziana ha attivato quattro collegamenti passeggeri giornalieri tra Qantara Est e Bir El-Abd, con otto stazioni, nell'ambito del programma di sviluppo ferroviario del Sinai.

Il 18 settembre il ministro dei Trasporti Kamel El-Wazir ha effettuato un sopralluogo per verificare l’avanzamento dei lavori sulla tratta Bir El-Abd–El Arish, lunga 83 chilometri, dove sono in corso opere di rilevato e la realizzazione di sette stazioni. È inoltre in costruzione una diramazione ferroviaria di 12 chilometri verso il porto di El Arish.

Il progetto prevede quindi una progressiva estensione verso sud: circa 85 chilometri da El Arish ad Al Hasna e altri 173 chilometri da Hasna verso Taba.

Un'altra documentazione ufficiale egiziana indica inoltre un collegamento complessivo Bir El-Abd–El Arish–Ras El-Naqab di circa 341 chilometri, a conferma della complessità dell'intero sistema ferroviario in costruzione nel Sinai.

EL ARISH: FERROVIA E PORTO NELLO STESSO CORRIDOIO

Il progetto ferroviario va letto insieme allo sviluppo del porto di El Arish.

Il ministero egiziano dei Trasporti sta infatti ampliando lo scalo mediterraneo, che il governo considera un elemento essenziale del corridoio Arish-Taba e dello sviluppo economico del Sinai. Il porto è destinato a sostenere le esportazioni e a collegare le attività industriali, agricole e logistiche della penisola ai mercati internazionali.

La realizzazione della diramazione ferroviaria di 12 chilometri assume dunque un'importanza particolare: l'obiettivo è collegare direttamente il porto alla rete ferroviaria nazionale, consentendo il trasferimento delle merci verso le diverse regioni dell'Egitto.

La visione del Cairo è quindi più ampia della semplice costruzione di una ferrovia per i passeggeri. Il corridoio dovrebbe servire merci, industrie, attività minerarie, turismo e insediamenti del Sinai, integrando la penisola nella rete nazionale dei trasporti.

PERCHÉ ISRAELE GUARDA A TABA

È proprio la direttrice verso Taba ad aver attirato l'attenzione dei media israeliani.

Secondo la piattaforma israeliana Hayom, l'avanzamento del progetto egiziano alimenterebbe a Tel Aviv interrogativi sul futuro ruolo logistico di Eilat, soprattutto qualora Taba dovesse diventare in futuro un punto di interscambio commerciale tra Mediterraneo e Golfo di Aqaba.

La ferrovia egiziana non è oggi collegata al valico di frontiera di Taba con Eilat, né esiste ancora una linea ferroviaria operativa che conduca il traffico egiziano direttamente alla frontiera. Anche la destinazione finale del corridoio meridionale deve essere interpretata alla luce dei diversi tracciati e delle località indicate nei documenti egiziani.

Il punto centrale è piuttosto un altro: il Cairo sta costruendo progressivamente una infrastruttura ferroviaria nord-sud nel Sinai, mentre contemporaneamente sviluppa il porto di El Arish e pianifica il collegamento con la zona di Taba.

IL CONFRONTO CON EILAT

È qui che emerge il confronto strategico evocato dalla stampa israeliana.

Da una parte c'è un progetto egiziano del quale sono già operative alcune tratte e per il quale sono in corso lavori concreti su altre sezioni. Dall'altra, Israele ha discusso negli ultimi anni della possibilità di rafforzare il ruolo di Eilat e dell'area di Shhoret/Shahorit come piattaforma logistica e commerciale.

Ma i due processi si trovano, al momento, in fasi differenti.

Nel caso egiziano esistono già servizi ferroviari nel Sinai settentrionale e sono in costruzione ulteriori segmenti verso El Arish, oltre alla connessione ferroviaria con il porto.

Nel caso israeliano, invece, la prospettiva di utilizzare l'area di Shhoret come hub logistico collegato a una futura infrastruttura ferroviaria resta legata a successive decisioni di pianificazione, finanziamento e realizzazione.

Per questo la questione non è ancora quella di stabilire quale porto sarà il vincitore della competizione regionale.

È una questione di tempi, infrastrutture e capacità di trasformare i progetti in collegamenti realmente operativi.

LA DIMENSIONE STRATEGICA

Il progetto assume inevitabilmente anche una dimensione strategica per la posizione geografica del Sinai.

Una ferrovia che attraversi la penisola da nord a sud aumenta infatti la capacità di collegare comunità, aree industriali e minerarie, porti e infrastrutture nazionali.

Il governo egiziano insiste però sulla natura civile, economica e di sviluppo territoriale dell'opera.

Lo stesso Kamel El-Wazir, intervenendo il 30 settembre sulle preoccupazioni espresse dai media israeliani, ha respinto l'interpretazione secondo cui il progetto costituirebbe una minaccia, sottolineando che l'Egitto sta sviluppando infrastrutture sul proprio territorio e collegando nuovamente il Sinai alla rete ferroviaria nazionale.

Il dato politico è dunque netto: il Cairo considera lo sviluppo infrastrutturale del Sinai parte integrante della propria strategia nazionale di sviluppo.

LA PARTITA LOGISTICA DEL MAR ROSSO

La vera portata del progetto si comprenderà soprattutto quando saranno completate le diverse componenti del corridoio.

Una ferrovia, da sola, non crea automaticamente un nuovo asse commerciale internazionale. Servono porti operativi, terminali, collegamenti stradali e ferroviari efficienti, operatori logistici, traffici merci e soprattutto una domanda commerciale sufficiente.

Ma l'Egitto sta procedendo contemporaneamente su più fronti: ferrovia, porto di El Arish, collegamenti con il resto della rete nazionale e sviluppo economico del Sinai.

È questo elemento a rendere il progetto particolarmente significativo.

La ferrovia Arish-Taba non rappresenta quindi soltanto un'opera di trasporto. È uno degli strumenti attraverso cui il Cairo punta a trasformare il Sinai in un territorio maggiormente integrato nei flussi commerciali nazionali e internazionali.

E proprio per la sua posizione geografica, l'evoluzione di questo corridoio interessa inevitabilmente anche Israele.
Una infrastruttura che colleghi in prospettiva il Mediterraneo al Golfo di Aqaba modifica le possibilità logistiche dell'intera regione.

Il confronto, dunque, è appena iniziato: da una parte un progetto egiziano già parzialmente operativo e in fase di estensione; dall'altra i piani israeliani per rafforzare il ruolo logistico di Eilat e delle aree circostanti.

La questione decisiva sarà capire chi riuscirà a trasformare per primo i propri progetti infrastrutturali in una rotta commerciale realmente funzionante.

Fonte principale: SIS- pagina istituzionale dedicata al progetto nazionale di sviluppo del Sinai; Piattaforma israeliana Hayom.

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Fonte: Chiara Cavalieri