EGITTO, LA SVOLTA DEMOGRAFICA
25-09-2026 16:44 - News
EGITTO, LA SVOLTA DEMOGRAFICA: LA FERTILITÀ SCENDE A 2,33 FIGLI PER DONNA
di Chiara Cavalieri
IL CAIRO- Il tasso di fertilità egiziano diminuisce del 18,2% rispetto al 2021. Cresce l’utilizzo della pianificazione familiare, diminuiscono le nascite tra le adolescenti e migliorano diversi indicatori sanitari. Ma la popolazione continua a crescere e supera i 109,5 milioni di residenti.
IL CAIRO – L'Egitto sta attraversando una fase importante della propria trasformazione demografica. I risultati preliminari dell’Egypt Family Health Survey 2025, presentati il 23 settembre dal Central Agency for Public Mobilization and Statistics (CAPMAS), mostrano che il numero medio di figli per donna è sceso a 2,33, rispetto ai 2,85 del 2021.
Si tratta di una riduzione del 18,2%, che avvicina l'Egitto all'obiettivo strategico di 2,1 figli per donna, indicato dal Governo nell'ambito delle politiche nazionali sulla popolazione.
Il dato assume particolare rilievo perché arriva dopo anni nei quali la crescita demografica è stata considerata una delle principali sfide per lo sviluppo del Paese.
DAL 2,85 AL 2,33: UNA RIDUZIONE SIGNIFICATIVA
Il nuovo dato conferma una tendenza già emersa negli ultimi anni.
Nel 2024 il numero delle nascite era sceso a circa 1,968 milioni, rispetto ai 2,045 milioni del 2023. Nello stesso periodo il tasso di fertilità era passato da 2,54 a 2,41 figli per donna. Nel 2025 il dato è ulteriormente sceso, fino a 2,34 secondo le statistiche demografiche annuali, mentre il nuovo Family Health Survey fissa il valore a 2,33.
Il risultato indica quindi un cambiamento strutturale che non si limita a una singola annualità.
Anche il tasso di natalità è diminuito: secondo il Ministero della Salute, nel 2025 era sceso a 18,1 nascite ogni mille abitanti, contro 19,4 nel 2023.
DIMINUISCONO LE NASCITE TRA LE ADOLESCENTI
Un altro dato particolarmente significativo riguarda le donne sotto i 20 anni.
Il tasso di fertilità adolescenziale è passato da 50 nascite ogni mille donne nel 2021 a 34,6 nel nuovo rilevamento, con una diminuzione di circa il 31%.
È un indicatore importante perché la riduzione delle gravidanze adolescenziali è collegata non soltanto alla dinamica della popolazione, ma anche alla salute materno-infantile, all'istruzione e alle prospettive socioeconomiche delle giovani donne.
Parallelamente, è aumentato il ricorso ai metodi contraccettivi a lunga durata, tra cui dispositivi intrauterini e impianti. Secondo i dati presentati, è inoltre cresciuta dal 18% al 28% la quota dei giovani non sposati tra i 15 e i 29 anni che considera accettabile l’utilizzo della pianificazione familiare prima della prima gravidanza.
MIGLIORANO ANCHE ALCUNI INDICATORI SANITARI
Il Family Health Survey 2025 non riguarda esclusivamente la fertilità.
Tra i dati evidenziati dalle autorità egiziane figura il raggiungimento del 92,4% delle donne sottoposte a regolare assistenza prenatale.
Il 98% dei parti risulta assistito da personale sanitario qualificato, mentre il 96% avviene all'interno di strutture sanitarie.
Il quadro, tuttavia, presenta anche criticità. Una delle più evidenti riguarda il ricorso al parto cesareo: secondo i risultati preliminari, la percentuale ha raggiunto il 79,3%, un livello che le autorità sanitarie considerano una questione da affrontare nell'ambito della qualità dell'assistenza materna.
Il rapporto segnala inoltre problematiche persistenti relative all'anemia infantile, alla crescita dei bambini e al bisogno non soddisfatto di servizi di pianificazione familiare.
LA POLITICA DEMOGRAFICA DEL CAIRO
La riduzione della fertilità non è un fenomeno casuale, ma si inserisce in una precisa strategia nazionale.
Il Governo egiziano ha lanciato nel 2025 il National Accelerated Plan for Population and Development 2025-2027, con l'obiettivo di intervenire sulla crescita demografica, ridurre il bisogno non soddisfatto di pianificazione familiare e migliorare le caratteristiche demografiche della popolazione.
La National Population and Development Strategy 2023-2030 prevede inoltre una riduzione del tasso di fertilità da 2,85 figli per donna nel 2021 a 2,1, insieme all'aumento della prevalenza dei metodi contraccettivi e alla riduzione del bisogno non soddisfatto di pianificazione familiare.
Il Governo ha quindi individuato nella pianificazione familiare, nell'assistenza sanitaria e nell'educazione alcuni degli strumenti fondamentali per affrontare la questione demografica.
MA LA POPOLAZIONE CONTINUA A CRESCERE
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dei nuovi dati.
Nonostante il calo della fertilità, la popolazione egiziana continua infatti ad aumentare.
Il 19 settembre 2026 il contatore demografico del CAPMAS ha registrato 109.540.965 residenti all'interno dell'Egitto. Il milione precedente era stato raggiunto in soli 262 giorni.
In altre parole, meno figli per donna non significa automaticamente meno abitanti nel breve periodo.
Il motivo è principalmente demografico: l'Egitto dispone ancora di una popolazione molto numerosa nelle fasce d'età giovani e adulte. Anche con una diminuzione del numero medio di figli, rimane quindi elevato il numero complessivo di donne in età riproduttiva.
È il fenomeno definito dagli esperti population momentum, ovvero inerzia demografica: una popolazione giovane può continuare a crescere anche mentre la fertilità diminuisce. L'UNFPA sottolinea che la struttura per età può mantenere elevato il numero delle nascite per molti anni dopo l'inizio della riduzione della fertilità.
UN CAMBIAMENTO CHE PARTE DA LONTANO
Il dato del 2026 appare ancora più significativo se inserito in una prospettiva storica.
Secondo i dati del CAPMAS, la popolazione egiziana è aumentata di circa 95 milioni di persone in un secolo.
Tra il 1927 e il 1976 l'incremento era stato di circa 22,5 milioni. Nei successivi cinquant'anni, dal 1976 al 2026, l'aumento è stato invece di circa 72,4 milioni.
La velocità della crescita demografica ha quindi rappresentato per decenni una delle principali variabili nella programmazione economica e sociale del Paese.
Oggi, però, il quadro sta cambiando.
L'OBIETTIVO DEI 2,1 FIGLI
Il valore di 2,1 viene generalmente utilizzato come riferimento teorico per il cosiddetto livello di sostituzione generazionale, cioè il livello di fertilità necessario, in assenza di altri fattori come la migrazione, affinché una generazione possa sostituire numericamente quella precedente.
L'Egitto è dunque più vicino a questo livello rispetto a pochi anni fa.
L'UNFPA sottolinea tuttavia che il 2,1 non rappresenta un numero universalmente "ideale": la dinamica della popolazione dipende anche dalla mortalità, dalla struttura per età e dalle migrazioni.
Il passaggio da 2,85 a 2,33 rappresenta comunque un cambiamento demografico rilevante.
LA QUESTIONE ORA DIVENTA QUALITATIVA
Per il Cairo la sfida non riguarda più soltanto il numero degli abitanti, ma anche la qualità dello sviluppo demografico.
Il Governo sta cercando di collegare le politiche sulla popolazione agli investimenti in sanità, istruzione, occupazione, capitale umano e servizi pubblici.
La stessa strategia nazionale 2023-2030 individua infatti diversi pilastri: diritti riproduttivi, investimento nel capitale umano, istruzione, comunicazione, empowerment delle donne e governance della popolazione.
È una prospettiva che sposta progressivamente il dibattito dal semplice contenimento delle nascite alla costruzione delle condizioni sociali ed economiche nelle quali le famiglie possano prendere decisioni consapevoli sul proprio futuro.
UNA TRANSIZIONE ANCORA IN CORSO
Il dato di 2,33 figli per donna non chiude dunque la questione demografica egiziana. Al contrario, apre una nuova fase.
Da una parte, il Paese ha compiuto un passo significativo verso il proprio obiettivo di 2,1. Dall'altra, la popolazione continua a crescere e ha superato i 109,5 milioni di residenti.
La vera sfida per l'Egitto sarà quindi trasformare la riduzione della crescita demografica in un'opportunità di sviluppo: più investimenti nel capitale umano, servizi sanitari più efficienti, maggiore accesso all'istruzione e al lavoro e una pianificazione territoriale capace di accompagnare una popolazione che, pur crescendo più lentamente, rimane enorme.
Il cambiamento demografico egiziano è dunque già iniziato. Il prossimo capitolo non sarà soltanto quanti egiziani nasceranno, ma come il Paese riuscirà a trasformare questa nuova struttura demografica in una risorsa per il proprio sviluppo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di Chiara Cavalieri
IL CAIRO- Il tasso di fertilità egiziano diminuisce del 18,2% rispetto al 2021. Cresce l’utilizzo della pianificazione familiare, diminuiscono le nascite tra le adolescenti e migliorano diversi indicatori sanitari. Ma la popolazione continua a crescere e supera i 109,5 milioni di residenti.
IL CAIRO – L'Egitto sta attraversando una fase importante della propria trasformazione demografica. I risultati preliminari dell’Egypt Family Health Survey 2025, presentati il 23 settembre dal Central Agency for Public Mobilization and Statistics (CAPMAS), mostrano che il numero medio di figli per donna è sceso a 2,33, rispetto ai 2,85 del 2021.
Si tratta di una riduzione del 18,2%, che avvicina l'Egitto all'obiettivo strategico di 2,1 figli per donna, indicato dal Governo nell'ambito delle politiche nazionali sulla popolazione.
Il dato assume particolare rilievo perché arriva dopo anni nei quali la crescita demografica è stata considerata una delle principali sfide per lo sviluppo del Paese.
DAL 2,85 AL 2,33: UNA RIDUZIONE SIGNIFICATIVA
Il nuovo dato conferma una tendenza già emersa negli ultimi anni.
Nel 2024 il numero delle nascite era sceso a circa 1,968 milioni, rispetto ai 2,045 milioni del 2023. Nello stesso periodo il tasso di fertilità era passato da 2,54 a 2,41 figli per donna. Nel 2025 il dato è ulteriormente sceso, fino a 2,34 secondo le statistiche demografiche annuali, mentre il nuovo Family Health Survey fissa il valore a 2,33.
Il risultato indica quindi un cambiamento strutturale che non si limita a una singola annualità.
Anche il tasso di natalità è diminuito: secondo il Ministero della Salute, nel 2025 era sceso a 18,1 nascite ogni mille abitanti, contro 19,4 nel 2023.
DIMINUISCONO LE NASCITE TRA LE ADOLESCENTI
Un altro dato particolarmente significativo riguarda le donne sotto i 20 anni.
Il tasso di fertilità adolescenziale è passato da 50 nascite ogni mille donne nel 2021 a 34,6 nel nuovo rilevamento, con una diminuzione di circa il 31%.
È un indicatore importante perché la riduzione delle gravidanze adolescenziali è collegata non soltanto alla dinamica della popolazione, ma anche alla salute materno-infantile, all'istruzione e alle prospettive socioeconomiche delle giovani donne.
Parallelamente, è aumentato il ricorso ai metodi contraccettivi a lunga durata, tra cui dispositivi intrauterini e impianti. Secondo i dati presentati, è inoltre cresciuta dal 18% al 28% la quota dei giovani non sposati tra i 15 e i 29 anni che considera accettabile l’utilizzo della pianificazione familiare prima della prima gravidanza.
MIGLIORANO ANCHE ALCUNI INDICATORI SANITARI
Il Family Health Survey 2025 non riguarda esclusivamente la fertilità.
Tra i dati evidenziati dalle autorità egiziane figura il raggiungimento del 92,4% delle donne sottoposte a regolare assistenza prenatale.
Il 98% dei parti risulta assistito da personale sanitario qualificato, mentre il 96% avviene all'interno di strutture sanitarie.
Il quadro, tuttavia, presenta anche criticità. Una delle più evidenti riguarda il ricorso al parto cesareo: secondo i risultati preliminari, la percentuale ha raggiunto il 79,3%, un livello che le autorità sanitarie considerano una questione da affrontare nell'ambito della qualità dell'assistenza materna.
Il rapporto segnala inoltre problematiche persistenti relative all'anemia infantile, alla crescita dei bambini e al bisogno non soddisfatto di servizi di pianificazione familiare.
LA POLITICA DEMOGRAFICA DEL CAIRO
La riduzione della fertilità non è un fenomeno casuale, ma si inserisce in una precisa strategia nazionale.
Il Governo egiziano ha lanciato nel 2025 il National Accelerated Plan for Population and Development 2025-2027, con l'obiettivo di intervenire sulla crescita demografica, ridurre il bisogno non soddisfatto di pianificazione familiare e migliorare le caratteristiche demografiche della popolazione.
La National Population and Development Strategy 2023-2030 prevede inoltre una riduzione del tasso di fertilità da 2,85 figli per donna nel 2021 a 2,1, insieme all'aumento della prevalenza dei metodi contraccettivi e alla riduzione del bisogno non soddisfatto di pianificazione familiare.
Il Governo ha quindi individuato nella pianificazione familiare, nell'assistenza sanitaria e nell'educazione alcuni degli strumenti fondamentali per affrontare la questione demografica.
MA LA POPOLAZIONE CONTINUA A CRESCERE
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dei nuovi dati.
Nonostante il calo della fertilità, la popolazione egiziana continua infatti ad aumentare.
Il 19 settembre 2026 il contatore demografico del CAPMAS ha registrato 109.540.965 residenti all'interno dell'Egitto. Il milione precedente era stato raggiunto in soli 262 giorni.
In altre parole, meno figli per donna non significa automaticamente meno abitanti nel breve periodo.
Il motivo è principalmente demografico: l'Egitto dispone ancora di una popolazione molto numerosa nelle fasce d'età giovani e adulte. Anche con una diminuzione del numero medio di figli, rimane quindi elevato il numero complessivo di donne in età riproduttiva.
È il fenomeno definito dagli esperti population momentum, ovvero inerzia demografica: una popolazione giovane può continuare a crescere anche mentre la fertilità diminuisce. L'UNFPA sottolinea che la struttura per età può mantenere elevato il numero delle nascite per molti anni dopo l'inizio della riduzione della fertilità.
UN CAMBIAMENTO CHE PARTE DA LONTANO
Il dato del 2026 appare ancora più significativo se inserito in una prospettiva storica.
Secondo i dati del CAPMAS, la popolazione egiziana è aumentata di circa 95 milioni di persone in un secolo.
Tra il 1927 e il 1976 l'incremento era stato di circa 22,5 milioni. Nei successivi cinquant'anni, dal 1976 al 2026, l'aumento è stato invece di circa 72,4 milioni.
La velocità della crescita demografica ha quindi rappresentato per decenni una delle principali variabili nella programmazione economica e sociale del Paese.
Oggi, però, il quadro sta cambiando.
L'OBIETTIVO DEI 2,1 FIGLI
Il valore di 2,1 viene generalmente utilizzato come riferimento teorico per il cosiddetto livello di sostituzione generazionale, cioè il livello di fertilità necessario, in assenza di altri fattori come la migrazione, affinché una generazione possa sostituire numericamente quella precedente.
L'Egitto è dunque più vicino a questo livello rispetto a pochi anni fa.
L'UNFPA sottolinea tuttavia che il 2,1 non rappresenta un numero universalmente "ideale": la dinamica della popolazione dipende anche dalla mortalità, dalla struttura per età e dalle migrazioni.
Il passaggio da 2,85 a 2,33 rappresenta comunque un cambiamento demografico rilevante.
LA QUESTIONE ORA DIVENTA QUALITATIVA
Per il Cairo la sfida non riguarda più soltanto il numero degli abitanti, ma anche la qualità dello sviluppo demografico.
Il Governo sta cercando di collegare le politiche sulla popolazione agli investimenti in sanità, istruzione, occupazione, capitale umano e servizi pubblici.
La stessa strategia nazionale 2023-2030 individua infatti diversi pilastri: diritti riproduttivi, investimento nel capitale umano, istruzione, comunicazione, empowerment delle donne e governance della popolazione.
È una prospettiva che sposta progressivamente il dibattito dal semplice contenimento delle nascite alla costruzione delle condizioni sociali ed economiche nelle quali le famiglie possano prendere decisioni consapevoli sul proprio futuro.
UNA TRANSIZIONE ANCORA IN CORSO
Il dato di 2,33 figli per donna non chiude dunque la questione demografica egiziana. Al contrario, apre una nuova fase.
Da una parte, il Paese ha compiuto un passo significativo verso il proprio obiettivo di 2,1. Dall'altra, la popolazione continua a crescere e ha superato i 109,5 milioni di residenti.
La vera sfida per l'Egitto sarà quindi trasformare la riduzione della crescita demografica in un'opportunità di sviluppo: più investimenti nel capitale umano, servizi sanitari più efficienti, maggiore accesso all'istruzione e al lavoro e una pianificazione territoriale capace di accompagnare una popolazione che, pur crescendo più lentamente, rimane enorme.
Il cambiamento demografico egiziano è dunque già iniziato. Il prossimo capitolo non sarà soltanto quanti egiziani nasceranno, ma come il Paese riuscirà a trasformare questa nuova struttura demografica in una risorsa per il proprio sviluppo.
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