EGITTO, NUOVA SCOPERTA DI GAS NEL MEDITERRANEO: 200 MILIARDI DI PIEDI CUBI NEL POZZO NASIM-1X
06-11-2026 18:26 - News
Eni e Woodside protagoniste della nuova scoperta energetica. Il Ministero egiziano del Petrolio annuncia risultati esplorativi positivi e prepara il collegamento del giacimento alle infrastrutture esistenti.
Di Chiara Cavalieri
IL CAIRO, 6 novembre 2026 – L'Egitto annuncia una nuova scoperta di gas naturale nel Mar Mediterraneo, confermando il ruolo strategico delle proprie acque offshore nello sviluppo delle risorse energetiche nazionali e nella cooperazione con le principali compagnie internazionali del settore.
Il Ministero egiziano del Petrolio e delle Risorse Minerarie ha comunicato i risultati positivi delle attività di perforazione e valutazione preliminare del pozzo esplorativo Nasim-1X, situato nella concessione di Tiba, nel Mediterraneo.
Le prime valutazioni indicano la presenza di circa 200 miliardi di piedi cubi di gas naturale potenzialmente presenti nel giacimento, un dato che dovrà essere approfondito attraverso ulteriori studi tecnici per determinare la quantità effettivamente recuperabile e commercializzabile.
La scoperta assume particolare importanza nel quadro della strategia energetica egiziana, orientata ad aumentare la produzione nazionale di gas, incentivare gli investimenti internazionali e valorizzare le infrastrutture già esistenti.
UN LIVELLO DI GAS DI CIRCA 15 METRI
Le indagini preliminari hanno identificato una formazione rocciosa contenente gas naturale con uno spessore netto di circa 15 metri, misurato lungo la verticale reale.
Il Ministero ha evidenziato le caratteristiche petrofisiche favorevoli dell'intervallo individuato, elemento che rende necessario proseguire le valutazioni del potenziale del pozzo.
La presenza di gas e lo spessore della formazione rappresentano risultati incoraggianti, ma non equivalgono ancora alla certificazione delle riserve recuperabili.
Le attività tecniche proseguiranno per definire la produttività del giacimento, la quantità di gas estraibile e le condizioni necessarie per lo sviluppo commerciale.
ENI E WOODSIDE: LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE NEL SETTORE ENERGETICO EGIZIANO
Il Ministero egiziano ha precisato che il pozzo si trova nella concessione di Tiba, nella quale la società italiana Eni opera come partner responsabile delle attività, insieme alla società australiana Woodside.
Le operazioni di perforazione sono state eseguite dalla società Petrobel per conto dei partner.
La partecipazione di Eni conferma il ruolo dell'industria energetica italiana nello sviluppo delle risorse di idrocarburi egiziane.
La collaborazione tra società internazionali e operatori locali rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali Il Cairo punta ad accelerare le attività esplorative e a trasformare i risultati geologici in nuova capacità produttiva.
UN GASDOTTO DI 22 CHILOMETRI PER ACCELERARE LA PRODUZIONE
Uno degli aspetti più significativi dell'annuncio riguarda il progetto di collegamento del pozzo alle infrastrutture esistenti.
Secondo il Ministero, è in fase di pianificazione un gasdotto di circa 22 chilometri, destinato a collegare la nuova scoperta alla linea Abu Madi–El Gamil.
Questa soluzione permetterebbe di sfruttare le infrastrutture già disponibili, riducendo i tempi necessari per integrare il nuovo giacimento nel sistema produttivo egiziano.
Il progetto rientra nella strategia di accelerazione dello sviluppo delle nuove scoperte, con l'obiettivo di aumentare l'offerta nazionale di gas naturale.
La realizzazione del collegamento e l'avvio della produzione restano subordinati al completamento delle valutazioni tecniche e delle successive decisioni di sviluppo.
IL SIGNIFICATO STRATEGICO PER LA SICUREZZA ENERGETICA DELL'EGITTO
Il gas naturale costituisce una risorsa centrale per l'economia egiziana, sia per l'alimentazione delle centrali elettriche sia per le attività industriali.
L'incremento della produzione nazionale rappresenta quindi una priorità per il governo, impegnato a sostenere il fabbisogno interno e a contenere la dipendenza dalle importazioni.
Le nuove attività esplorative nel Mediterraneo si inseriscono in una strategia che comprende la valorizzazione dei giacimenti esistenti, la ricerca di nuove risorse e il miglioramento delle condizioni di investimento per le compagnie energetiche.
Il Ministero ha collegato i risultati del pozzo Nasim-1X anche alle misure adottate per migliorare il clima degli investimenti, comprese le iniziative relative alla liquidazione dei crediti spettanti ai partner internazionali.
L'obiettivo è rafforzare la fiducia delle imprese e incoraggiare ulteriori investimenti nella ricerca e nello sviluppo di risorse petrolifere e gassifere.
IL MEDITERRANEO E LA PARTNERSHIP ENERGETICA TRA ITALIA ED EGITTO
La scoperta conferma l'importanza del Mediterraneo come area strategica per l'approvvigionamento energetico e per la cooperazione economica internazionale.
Per l'Italia, la presenza di Eni nelle attività esplorative egiziane rappresenta una componente significativa dei rapporti industriali bilaterali.
Per l'Egitto, la valorizzazione di nuove risorse di gas naturale contribuisce al progetto di rafforzamento della sicurezza energetica nazionale e alla prospettiva di consolidare il ruolo del Paese nel sistema energetico mediterraneo.
Il risultato del pozzo Nasim-1X rappresenta dunque un nuovo passo nell'esplorazione offshore egiziana, con prospettive industriali che dipenderanno dalle prossime valutazioni tecniche e dalla realizzazione delle infrastrutture di collegamento.
La stima preliminare di 200 miliardi di piedi cubi costituisce un'indicazione del potenziale geologico della scoperta, non ancora una certificazione delle riserve commercialmente producibili.
Fonte: Ministero egiziano del Petrolio e delle Risorse Minerarie, comunicato ufficiale del 6 novembre 2026.
www.petroleum.gov.eg
Fonte: Chiara Cavalieri
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