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EGITTO, NUOVE SCOPERTE DI GAS NEL GIACIMENTO NARGIS: RISULTATI PROMETTENTI DAL POZZO NARGIS-2

25-10-2026 08:01 - News
Chiara Cavalieri

IL CAIRO –L’Egitto registra nuovi risultati positivi nelle attività di esplorazione del gas naturale nel Mediterraneo orientale. Le perforazioni del pozzo Nargis-2, condotte nell’ambito delle operazioni guidate dalla compagnia statunitense Chevron, hanno individuato ulteriori livelli geologici contenenti gas naturale, rafforzando le prospettive di sviluppo di una delle scoperte offshore più interessanti degli ultimi anni.

Secondo quanto annunciato il 24 ottobre 2026 dal Ministero egiziano del Petrolio e delle Risorse Minerarie, il pozzo ha raggiunto una profondità superiore ai 5.000 metri, individuando intervalli contenenti gas con uno spessore netto fino a 35 metri.

I risultati rappresentano un passo importante nella valutazione del giacimento Nargis, scoperto nel 2022, e potrebbero contribuire alla strategia egiziana di rafforzamento della produzione nazionale di gas, riduzione delle importazioni energetiche e valorizzazione delle risorse del Mediterraneo.

La presenza di nuovi livelli gassiferi non equivale tuttavia, da sola, alla certificazione di riserve commercialmente recuperabili: saranno necessari ulteriori studi tecnici per determinare i volumi effettivi e le possibilità di produzione.

IL COMUNICATO UFFICIALE: CONFERMATA L’ESTENSIONE DEGLI STRATI GASSIFERI

Il Ministero del Petrolio e delle Risorse Minerarie egiziano e Chevron hanno annunciato congiuntamente che i risultati delle perforazioni confermano la continuità delle formazioni contenenti gas naturale già individuate nel pozzo Nargis-1.

L’elemento più significativo è l’identificazione di un ulteriore intervallo gassifero caratterizzato da proprietà del serbatoio favorevoli, che amplia le prospettive di valutazione delle risorse presenti nell’area.

L’obiettivo delle perforazioni non era soltanto verificare l’estensione della scoperta originaria, ma anche esaminare formazioni geologiche più profonde, comprese quelle caratterizzate da pressioni e temperature elevate.

La presenza di gas in questi livelli costituisce un risultato incoraggiante per il proseguimento delle attività esplorative e per la definizione di un possibile piano di sviluppo commerciale.

Il Ministero sottolinea che le valutazioni tecniche continueranno per determinare il potenziale complessivo della scoperta e individuare le soluzioni più appropriate per il suo sfruttamento.

DAL 2022 AL 2026: LA STORIA DEL GIACIMENTO NARGIS

Il giacimento Nargis è stato scoperto nel 2022 nelle acque egiziane del Mediterraneo orientale.

La scoperta si inserisce nel progressivo ampliamento delle attività di esplorazione offshore dell’Egitto, che negli ultimi anni ha cercato di valorizzare le proprie risorse energetiche attraverso la collaborazione con importanti compagnie internazionali.

La perforazione del pozzo Nargis-2, avviata nel maggio 2026, rappresenta una fase di valutazione della scoperta originaria.

In questa fase, le compagnie cercano di comprendere l’estensione dei livelli produttivi, la continuità delle strutture geologiche e le caratteristiche dei fluidi presenti nel sottosuolo.

I risultati di Nargis-2 sono particolarmente rilevanti perché confermano la presenza di gas anche oltre gli intervalli già individuati.

Il dato dei 35 metri di spessore netto gassifero non rappresenta il volume delle riserve, ma la misura complessiva degli intervalli della formazione che soddisfano determinati criteri geologici e petrofisici.

Per conoscere le quantità effettivamente recuperabili occorreranno ulteriori analisi e valutazioni economiche.

IL RUOLO DEL MINISTRO KARIM BADAWI E DELLA NAVE STENA FORTH

Il ministro egiziano del Petrolio e delle Risorse Minerarie, Karim Badawi, aveva assistito personalmente all’avvio delle perforazioni nel maggio 2026, salendo a bordo della nave di perforazione Stena Forth.

In quell’occasione aveva evidenziato l’importanza di accelerare la valutazione delle scoperte di gas non ancora sviluppate e di rafforzare la collaborazione con le compagnie energetiche internazionali.

La Stena Forth è un’unità di perforazione offshore impiegata nelle operazioni in acque profonde. Il suo utilizzo consente di raggiungere obiettivi geologici complessi, come quelli esaminati nel progetto Nargis-2.

Il pozzo ha raggiunto una profondità finale superiore ai 5.000 metri, permettendo di investigare anche intervalli più profondi rispetto alle formazioni precedentemente studiate.

CHEVRON, ENI, MUBADALA E THARWA: UNA PARTNERSHIP INTERNAZIONALE

Il progetto Nargis riunisce importanti operatori del settore energetico internazionale.

Chevron, compagnia statunitense, è l’operatore dell’area, mentre la partnership comprende Eni, gruppo energetico italiano, Mubadala Energy, degli Emirati Arabi Uniti, e Tharwa Petroleum, società egiziana.

Alle attività di perforazione e valutazione collabora inoltre la Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS), uno degli organismi centrali del settore del gas naturale egiziano.

La presenza di Eni attribuisce al progetto anche un particolare rilievo per le relazioni economiche ed energetiche tra Italia ed Egitto.

L’azienda italiana possiede una lunga esperienza nelle attività di esplorazione e produzione egiziane, tra cui quelle legate al grande giacimento offshore Zohr.

La partecipazione congiunta di operatori statunitensi, italiani, emiratini ed egiziani testimonia la dimensione internazionale degli investimenti destinati allo sviluppo delle risorse energetiche del Mediterraneo orientale.

LA STRATEGIA EGIZIANA: TRASFORMARE LE SCOPERTE IN PRODUZIONE

Il Ministero del Petrolio egiziano considera i risultati di Nargis-2 parte di una strategia più ampia, orientata ad accelerare lo sviluppo delle scoperte già effettuate ma non ancora entrate nella fase produttiva.

L’obiettivo consiste nel trasformare progressivamente le risorse individuate attraverso le attività esplorative in riserve commercialmente sviluppabili, capaci di contribuire alla produzione nazionale.

Il rafforzamento della produzione interna di gas naturale rappresenta una priorità economica per l’Egitto, anche alla luce della necessità di garantire forniture energetiche adeguate al mercato nazionale.

Una maggiore disponibilità di gas prodotto internamente potrebbe contribuire, nel medio periodo, a contenere il fabbisogno di importazioni e a ridurre la pressione sulla bilancia energetica.

Il raggiungimento di questi obiettivi dipenderà tuttavia dai risultati delle successive valutazioni tecniche, dagli investimenti necessari e dai tempi di realizzazione delle infrastrutture produttive.

IL MEDITERRANEO ORIENTALE E LA SICUREZZA ENERGETICA

La scoperta di nuovi livelli gassiferi nel giacimento Nargis assume un significato che supera la dimensione strettamente industriale.

Il Mediterraneo orientale rappresenta infatti un’area di crescente interesse per l’approvvigionamento energetico, nella quale le attività di esplorazione e produzione si intrecciano con le strategie economiche dei Paesi rivieraschi.

L’Egitto dispone di infrastrutture energetiche e impianti di liquefazione che costituiscono un elemento importante del suo ruolo regionale.

Il potenziamento delle risorse nazionali potrebbe rafforzare questa posizione, soprattutto qualora nuove scoperte raggiungessero la fase di produzione commerciale.

In tale prospettiva, Nargis-2 costituisce un risultato significativo, pur rimanendo necessario distinguere tra la conferma geologica della presenza di gas e l’effettiva disponibilità di nuove quantità commercializzabili.

UN NUOVO PASSO PER IL SETTORE ENERGETICO EGIZIANO

I risultati annunciati il 24 ottobre 2026 dal Ministero egiziano del Petrolio e da Chevron rappresentano un progresso concreto nella valutazione del giacimento Nargis.

La conferma dell’estensione delle formazioni già conosciute, unita all’identificazione di un ulteriore livello contenente gas, offre nuove indicazioni sul potenziale dell’area.

Per l’Egitto, impegnato a sostenere la produzione nazionale e ad attrarre investimenti nel settore energetico, si tratta di un risultato incoraggiante.

Il prossimo passaggio sarà determinare la consistenza delle risorse recuperabili, la sostenibilità economica del progetto e le modalità attraverso cui il gas potrà eventualmente essere immesso nel sistema produttivo nazionale.

Nargis-2 conferma dunque il potenziale ancora da sviluppare del Mediterraneo egiziano e il ruolo della cooperazione internazionale nella valorizzazione delle sue risorse energetiche.

Fonte: Ministero del Petrolio e delle Risorse Minerarie della Repubblica Araba d’Egitto, comunicato ufficiale del 24 ottobre 2026.

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Fonte: Chiara Cavalieri