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EGITTO, RIMESSE RECORD E TURISMO: IL PIANO ECONOMICO DEL CAIRO VERSO IL 2030

05-10-2026 07:58 - News
IL CAIRO- L’Egitto punta a rafforzare le proprie fonti di valuta estera attraverso tre direttrici strategiche: rimesse degli egiziani residenti all’estero, turismo ed esportazioni. È il quadro delineato dal primo ministro Mostafa Madbouly, che ha illustrato una serie di dati e obiettivi economici durante gli incontri dedicati allo sviluppo dell’economia egiziana.

I numeri confermano innanzitutto la crescita delle rimesse provenienti dagli egiziani che lavorano all’estero. Secondo i dati ufficiali diffusi dal governo e dalla Banca Centrale d’Egitto, nell’anno fiscale 2025/2026 gli invii di denaro hanno raggiunto il livello record di 47,3 miliardi di dollari, contro i circa 36,5 miliardi dell’anno fiscale precedente e i 21,9 miliardi del 2023/2024. L’incremento rispetto all'anno precedente è stato del 29,6%.

Si tratta di una delle principali fonti di valuta estera per il Paese. Il governo egiziano ha sottolineato come l'aumento delle rimesse abbia contribuito anche al rafforzamento delle riserve internazionali nette, salite a 57,2 miliardi di dollari alla fine di agosto 2026, dopo aver raggiunto 55,1 miliardi a giugno.

LE RIMESSE DEGLI EGIZIANI ALL’ESTERO

Il fenomeno assume un'importanza particolare per l'economia egiziana perché milioni di cittadini lavorano fuori dal Paese e trasferiscono parte dei propri redditi alle famiglie in Egitto.

La Banca Centrale ha registrato, inoltre, una crescita significativa anche nel corso del 2026. Nei primi sette mesi dell'anno le rimesse hanno raggiunto circa 29,7 miliardi di dollari, con un aumento del 28,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel solo mese di luglio sono arrivate a circa 4,5 miliardi di dollari.

Il dato conferma quindi una tendenza di crescita che il governo considera strategica per la disponibilità di valuta estera e per la stabilità finanziaria.

TURISMO, UN ALTRO PILASTRO DELLA VALUTA ESTERA

La seconda grande direttrice è il turismo.

L'Egitto ha registrato nel 2025 circa 19 milioni di arrivi turistici, dato considerato dal governo un importante indicatore della crescita del settore.

Nel 2026 il flusso turistico ha continuato a crescere: secondo i dati diffusi dal Centro egiziano per l'informazione e il supporto alle decisioni, nei primi otto mesi dell'anno sono arrivati 12,7 milioni di turisti, rispetto ai 12,2 milioni dello stesso periodo del 2025. Le entrate turistiche nello stesso periodo hanno raggiunto circa 12 miliardi di dollari, contro 11,8 miliardi dell'anno precedente.

Le prospettive indicate dal governo sono ancora più ambiziose.

Il Cairo punta infatti a raggiungere 30 milioni di turisti all'anno, rafforzando contemporaneamente le entrate generate dal settore.

Il turismo viene considerato una componente fondamentale della strategia economica perché genera valuta estera, occupazione e attività per un'ampia filiera che comprende alberghi, trasporti, ristorazione, commercio, archeologia e servizi.

PIÙ CAMERE D’ALBERGO E INFRASTRUTTURE

Per raggiungere gli obiettivi fissati, l'Egitto dovrà aumentare la propria capacità ricettiva.

Il governo sta quindi lavorando all'espansione del settore alberghiero e delle infrastrutture collegate al turismo. I dati ufficiali mostrano che nel 2026 erano in costruzione 185 hotel, per circa 46.000 camere, rispetto ai 143 hotel e 33.900 camere del 2025.

La strategia comprende anche gli aeroporti e il trasporto aereo.

Il principio è semplice: aumentare la capacità di accoglienza senza aumentare parallelamente la capacità di collegamento internazionale renderebbe difficile sostenere una crescita consistente degli arrivi.

Per questo il governo ha inserito lo sviluppo aeroportuale e il potenziamento del trasporto aereo tra gli elementi della propria politica turistica.

IL CAIRO PUNTA SULLE ESPORTAZIONI

Il terzo pilastro è rappresentato dalle esportazioni.

L'obiettivo indicato dal governo è particolarmente ambizioso: portare le esportazioni egiziane non petrolifere a 100 miliardi di dollari entro il 2030.

La strategia mira a trasformare progressivamente la struttura produttiva nazionale, aumentando il peso dell'industria e delle produzioni a maggiore valore aggiunto.

Il governo non punta quindi esclusivamente ad aumentare il volume delle merci esportate, ma a modificare la composizione stessa della produzione egiziana.

DALL’ASSEMBLAGGIO ALLA PRODUZIONE A MAGGIORE VALORE AGGIUNTO

Uno degli elementi sottolineati da Madbouly riguarda proprio il passaggio da un modello basato prevalentemente sull'assemblaggio a una maggiore capacità di produzione locale.

L'obiettivo è aumentare la componente egiziana dei prodotti, sviluppare competenze industriali e rendere le aziende nazionali maggiormente competitive sui mercati internazionali.

In questo quadro, la politica industriale diventa parte integrante della politica valutaria: più produzione destinata all'esportazione significa maggiore capacità di generare valuta estera attraverso l'economia reale.

LA ZONA ECONOMICA DEL CANALE DI SUEZ

Un ruolo centrale viene attribuito alla Zona Economica del Canale di Suez, considerata dal governo uno dei principali motori della nuova fase industriale.

Negli ultimi anni sono stati realizzati numerosi nuovi stabilimenti nell'area, mentre il governo prevede ulteriori investimenti e nuove aperture.

L'obiettivo è utilizzare la posizione strategica del Canale di Suez non soltanto come corridoio per il commercio internazionale, ma anche come piattaforma produttiva e logistica.

La prospettiva è quella di attirare investimenti, sviluppare industrie orientate all'esportazione e collegare la produzione egiziana ai mercati africani, arabi, europei e asiatici.

UN MODELLO ECONOMICO BASATO SULLA VALUTA ESTERA

Rimesse, turismo ed esportazioni hanno quindi un elemento comune: la capacità di generare valuta estera.

Per l'Egitto questo rappresenta un tema centrale.

Il Paese sta cercando di aumentare e diversificare le proprie fonti di dollari, riducendo la dipendenza da singoli settori e rafforzando contemporaneamente le riserve internazionali.

A queste tre componenti si aggiungono altri flussi importanti, tra cui gli investimenti esteri e, in prospettiva, la ripresa delle entrate legate al Canale di Suez.

I dati sulle rimesse mostrano già un rafforzamento significativo: secondo il governo, il livello di 47,3 miliardi di dollari del 2025/2026 ha superato anche diverse previsioni internazionali. Il Fondo Monetario Internazionale aveva stimato circa 39,3 miliardi, mentre Morgan Stanley aveva previsto circa 46 miliardi.

IL NUOVO OBIETTIVO: TRASFORMARE LA CRESCITA IN PRODUZIONE

La questione centrale per la prossima fase sarà trasformare l'aumento dei flussi finanziari in una crescita più ampia della capacità produttiva.

Il programma economico del governo egiziano punta infatti a integrare politica economica, fiscale, monetaria e settoriale all'interno di un più ampio National Economic Transformation Programme.

Il governo ha indicato tra le proprie priorità anche il rafforzamento della stabilità monetaria, l'aumento degli afflussi di dollari, il contenimento dell'inflazione e il mantenimento di adeguate riserve in valuta estera.

Il quadro che emerge è dunque quello di un'Egitto che cerca di passare da una gestione delle esigenze immediate di valuta estera a una strategia di medio periodo fondata su turismo, industria, esportazioni e rimesse.

LA SFIDA DEL 2030

Il 2030 rappresenta il principale orizzonte temporale della strategia.

Gli obiettivi indicati dal governo comprendono:

- 30 milioni di turisti all'anno;
- forte incremento delle entrate turistiche;
- 100 miliardi di dollari di esportazioni non petrolifere;
- ulteriore espansione della capacità alberghiera;
- sviluppo degli aeroporti e del trasporto aereo;
- crescita della produzione industriale nazionale;
- maggiore presenza delle imprese egiziane sui mercati internazionali.

Sono obiettivi che richiedono investimenti, infrastrutture, capacità produttiva e stabilità dei flussi finanziari.

I dati sulle rimesse e sul turismo mostrano una crescita già rilevante. La sfida per il governo egiziano sarà ora consolidare questi flussi e trasformarli in una crescita strutturale della produzione, delle esportazioni e dell'occupazione.

L'economia egiziana guarda quindi al 2030 con una strategia costruita attorno a un principio preciso: aumentare la capacità del Paese di generare valuta estera attraverso più fonti, rafforzando contemporaneamente la propria base produttiva.

Fonte principale:Dati economici verificati e integrati con fonti ufficiali egiziane.

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Fonte: Chiara Cavalieri