Guerra Iran-Usa: confusione sugli avvisi Usa pesa sul turismo in Egitto
09-03-2026 12:46 - News
La guerra tra Iran e Stati Uniti e una comunicazione poco chiara del Dipartimento di Stato americano stanno creando incertezza sul turismo verso l’Egitto. Nonostante il livello di allerta ufficiale resti Level 2 – esercitare maggiore cautela, operatori e consulenti di viaggio segnalano cancellazioni e timori tra i viaggiatori, con possibili ricadute su un settore chiave per l’economia del Paese.
Confusione sugli avvisi di viaggio UsaIl 2 marzo un post su X dell’assistente segretario per gli affari consolari del Dipartimento di Stato Usa ha invitato gli americani presenti in Egitto a lasciare il Paese. Tuttavia l’indicazione non è stata seguita da un aggiornamento formale del travel advisory, che rimane al livello 2, lo stesso assegnato a diversi Paesi europei come Regno Unito, Francia, Italia e Spagna.
Solo alcune aree del Paese – Sinai settentrionale e centrale e parti del Deserto occidentale – restano sotto livello 4 “do not travel”, una misura già in vigore da anni e non collegata all’attuale crisi regionale.
Il timore degli operatori turisticiSecondo diversi consulenti di viaggio, l’ambiguità nella comunicazione rischia di colpire la fiducia dei viaggiatori. Amira Bixby, fondatrice di The Opulent Explorer, sottolinea che l’incertezza “scuote la fiducia dei viaggiatori”, proprio mentre il Paese aveva appena inaugurato il Grand Egyptian Museum, progetto da 1 miliardo di dollari e atteso da oltre 20 anni.
Anche Malaka Hilton, ceo di Admiral Travel International, evidenzia come la percezione del rischio spesso accomuni l’intero Medio Oriente. “C’è un effetto paura quando le persone considerano la regione come un unico blocco”, spiega, ricordando che l’Egitto dista oltre 1.000 miglia dall’Iran e che il Paese “è aperto e opera normalmente”.
Crociere sul Nilo e tour operator tra stop e ripartenzeLe incertezze hanno comunque portato a diverse cancellazioni. Il gruppo Viking, il più grande operatore occidentale di crociere sul Nilo con otto navi, aveva sospeso le partenze per tutto marzo ma ha deciso di riprenderle dal 12 marzo, dopo aver rivalutato la situazione e confermato che il livello di allerta non è cambiato.
Altri operatori hanno adottato misure più caute. Tauck ha cancellato alcune partenze dei tour “Egypt: Jewels of the Nile” e sospeso temporaneamente l’itinerario “Jordan & Egypt: Petra to the Pyramids”, mentre AmaWaterways ha fermato fino al 31 marzo le estensioni di viaggio tra Giordania e Dubai.
Secondo gli specialisti del settore, le principali conseguenze potrebbero ricadere sulle comunità locali: milioni di egiziani dipendono direttamente o indirettamente dal turismo, e una nuova flessione degli arrivi internazionali rischierebbe di rallentare la ripresa del comparto proprio nel momento di maggiore rilancio.
Fonte: Guida viaggi
Confusione sugli avvisi di viaggio UsaIl 2 marzo un post su X dell’assistente segretario per gli affari consolari del Dipartimento di Stato Usa ha invitato gli americani presenti in Egitto a lasciare il Paese. Tuttavia l’indicazione non è stata seguita da un aggiornamento formale del travel advisory, che rimane al livello 2, lo stesso assegnato a diversi Paesi europei come Regno Unito, Francia, Italia e Spagna.
Solo alcune aree del Paese – Sinai settentrionale e centrale e parti del Deserto occidentale – restano sotto livello 4 “do not travel”, una misura già in vigore da anni e non collegata all’attuale crisi regionale.
Il timore degli operatori turisticiSecondo diversi consulenti di viaggio, l’ambiguità nella comunicazione rischia di colpire la fiducia dei viaggiatori. Amira Bixby, fondatrice di The Opulent Explorer, sottolinea che l’incertezza “scuote la fiducia dei viaggiatori”, proprio mentre il Paese aveva appena inaugurato il Grand Egyptian Museum, progetto da 1 miliardo di dollari e atteso da oltre 20 anni.
Anche Malaka Hilton, ceo di Admiral Travel International, evidenzia come la percezione del rischio spesso accomuni l’intero Medio Oriente. “C’è un effetto paura quando le persone considerano la regione come un unico blocco”, spiega, ricordando che l’Egitto dista oltre 1.000 miglia dall’Iran e che il Paese “è aperto e opera normalmente”.
Crociere sul Nilo e tour operator tra stop e ripartenzeLe incertezze hanno comunque portato a diverse cancellazioni. Il gruppo Viking, il più grande operatore occidentale di crociere sul Nilo con otto navi, aveva sospeso le partenze per tutto marzo ma ha deciso di riprenderle dal 12 marzo, dopo aver rivalutato la situazione e confermato che il livello di allerta non è cambiato.
Altri operatori hanno adottato misure più caute. Tauck ha cancellato alcune partenze dei tour “Egypt: Jewels of the Nile” e sospeso temporaneamente l’itinerario “Jordan & Egypt: Petra to the Pyramids”, mentre AmaWaterways ha fermato fino al 31 marzo le estensioni di viaggio tra Giordania e Dubai.
Secondo gli specialisti del settore, le principali conseguenze potrebbero ricadere sulle comunità locali: milioni di egiziani dipendono direttamente o indirettamente dal turismo, e una nuova flessione degli arrivi internazionali rischierebbe di rallentare la ripresa del comparto proprio nel momento di maggiore rilancio.
Fonte: Guida viaggi
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